Pubblicato da: Michele Angeloro | sabato, 15 dicembre 07

Io cammino per Ikebukuro..

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Praticamente oggi e’ andata cosi’: stamattina sono partito alla volta della chiesa di S.Ignazio per incontrare Teresina san e dopo qualche ora mi sono ritrovato a giocare a passa parola con una comunita’ cristiana dalla comicita’ esuberante. Mi sono innamorato almeno 12 volte e sono riuscito a fondere in una sola frase italiano, inglese, spagnolo e giapponese.

Facciamo 13.

Ovviamente stamattina niente valigia. Non e’ che ce l’hanno con me, l’ho capito. E’ che mi vogliono solo prendere in giro, che e’ diverso. Sono restato a casa tutta la mattinata aspettando il kuroneko come un baccala’ fuori la porta (mi sono portato da studiare) ma quando alle 11.00 il giovane non si era fatto ancora vivo ho capito che nemmeno oggi avrei avuto la mia tanto sospirata valigia. Cosi’ ho infilato le scarpe al volo e sono corso a Yatsuya.
Li’, prima di incontrarci, io e Teresina san ci siamo cercati a vicenda per tipo mezz’ora, che io ad un certo punto mi sono fatto coraggio e ho chiamato Bea san perche’ non sapevo davvero cosa fare. I giapponesi che fanno ritardo credo devono ancora inventarli quindi o ero io ad aver sbagliato posto o Teresina san aveva cambiato idea.

Ovviamente ero io ad aver sbagliato posto ma ammettiamolo, anche Teresina san ci ha messo del suo.

Teresina e Bea sono due ragazze che ho conosciuto su skype qualche tempo fa. La prima volta che Bea mi ha parlato mi ha dato del voi e alla sera, al momento del saluto, mi ha indicato la strada verso nostro signore amorevole e misericordioso.
Si, Teresina e Bea sono cattoliche. Mh, molto cattoliche. Cosa che a volte crea una sottile incomprensione quando parliamo.
Ah, Bea parla un italiano quasi perfetto e Teresina, quando apre bocca, parla inglese.

Comunque sia una volta esserci scusati a vicenda, Teresina mi ha fatto strada verso la loro chiesa, la S.Ignazio di Loyola, che a quanto capito e’ stato il fondatore della Compagnia dei Gesuiti ed ha avuto tra i suoi discepoli S.Francesco Saverio, detto l’apostolo dell’Oriente.
Ad essere sinceri avrei voluto approfondire di piu’ il discorso sulla cristianita’ in Giappone, ma in quel momento Teresina era sopraffatta da un curioso senso di timidezza, per cui quasi a gesti mi ha indicato solo la diocesi, il punto informazioni ufficiale della loro comunita’ e in fine mi ha fatto visitare i due chioschi dove poter acquistare materiale informativo, libri e oggetterie cristiane. Poi siamo entrati al S.Paolo Store, un palazzo adibito alla vendita di materiale di alto livello. Un altarino di media dimensione senza contenuto costava almeno 100.000 yen. Io per fortuna me la sono cavata con una mini bibbia di massime a fumetti da 1100 yen. Oh-che-tenerezza.

La cosa poi si e’ fatta seria quando ci siamo incamminati verso lo store di quartiere della DoCoMo, una delle due piu’ famose compagnie telefoniche. Lo scopo era riuscire ad ottenere quante piu’ informazioni sul fitto o sull’acquisto di un cellulare giapponese che mi avrebbe permesso di chiamare e inviare mail all’interno del Giappone. Ovviamente e’ andata malissimo perche’ mi hanno chiesto una cosa come 20.000 yen piu’ il credito per un cellulare che avrebbe potuto solo fare e ricevere chiamate.
Abbiamo fatto ciao ciao con la manina a DoCoMo e siamo andati dall’altra compagnia, la SoftBank. Qui il discorso era la stesso ma in tutto avrei pagato solo 10.000 yen per un cellulare trafigo con tanto di internet.
Ora, io so che quando si hanno problemi di comunicazione il livello di imbarazzo e di mutismo salgono a livelli spropositati. Ma e’ normale far passare tipo venti secondi di ASSOLUTO silenzio in cui il commesso ci guarda perplessi, Teresina mi guarda avvilita e io con un sorrisetto del cavolo mi chiedo “eh oh..allora..che si fa..”.
Cosicche’ siamo usciti dal negozio e di nuovo ciao ciao con la manina.

Dopo qualche minuto poi decido di avere fame e chiedo a Teresina se avrebbe voluto pranzare insieme con me e dopo altrettanti pochi minuti ci ritroviamo dentro Jonathan’s, probabilmente un franchising giapponese. Li’, con grandissimo orgoglio, ho potuto dire il mio primo itadakimasu.

Al pari del nostro “buon appetito”, i giapponesi sono soliti dire itadakimasu, che letteralmente significa “lo ricevo”. Non sono ancora sicuro a riguardo ma se non sbaglio riguarda un ringraziamento nei riguardi di chi ha preparato il pasto e dello spirito che vi dimora all’interno. A fine pranzo (o cena) invece mentre noi usiamo dire “ora ci vuole proprio un bel caffettino. Lo prepari tu?” loro dicono “gochisousama deshita” che non so ancora di preciso cosa significhi ma che comunque sta per un “ho gradito”. E se ci piazzi un rutto dietro ci fai anche un figurone.

Io comunque oggi ho mangiato udon con tenpura e uovo e una ciotola di riso.

Ti ricordi dei ramen? Ecco gli udon sono sempre spaghetti ma fatti di grano tenero e di dimensioni piu’ grosse. Qui, o fai un risucchio da record, o lo spaghetto ti ricade direttamente dalla bocca al piatto. Il tenpura invece e’ il gambero fritto nella speciale pastella giapponese senza olio e senza unto ma che fa tanto croak. A meno che non li piazzi nel brodino come oggi li ho mangiati. Il gohan invece e’ normalissimo riso in bianco, che personalmente tu cucini un po’ meglio anche se piu’ brodoso.

Quando poi dopo pranzo ci siamo incamminati verso il rifugio delle Paoline, Teresina si e’ sciolta e parlando di passeggiate e luoghi da visitare, se ne esce con un meraviglioso:

io cammino per ikebukuro..

La mia stima nei suoi confronti e’ aumentata subito di 1000 punti ma una volta arrivati al rifugio sono subito calati a -2000. Io ero a conoscenza del Christmas Party della sera, ma non potevo immaginare che avrei passato tre ore in compagnia delle sorelle Paoline. E di che cavolo avrei potuto parlare?

Mamma, a volte faccio meglio a non pensare..
Ho conosciuto delle persone FANTASTICHE. Suore che lavorano al computer e chattano su skype. Credenti che vivono al rifugio che adorano l’italia, l’italiano e ora anche me. Gente che vive in un mondo che non e’ il comune Giappone e che fanno parte di una comunita’ assai ristretta accidenti se e’ gente che spera quella!
Non ho mai riso cosi’ tanto durante quest’anno come stasera. La suorina Teresa e’ un personaggione e quando parla in italiano e’ di una dolcezza.. Tutti sono di una disponibilita’ mai vista e se non riescono a farti capire un concetto sono capaci di prendere tre dizionari, due cartacei e uno elettronico pur di spiegarsi. E poi mentre parlano fanno le facce buffe e sorridono sempre cosi’ -> ^____^

Il trauma comunque un po’ c’e’ stato perche’ dopo un paio d’orette Teresina mi ha accompagnato a visitare la cappella e anziche’ uscirsene soddisfatta della visita come io speravo, si e’ seduta e ha cominciato a pregare.
Molto bene Michele molto bene. Mi sono seduto anche io e sono restato in silenzio per parecchio. Dopodiche’ e’ piombato il sonno e quando mi sono accorto dell’occhietto calante, Teresina mi chiede “Hai sonno?” – “No macche’, stavo strizzando l’occhio”. Poi mi giro e trovo un angelo.

Non sono riuscito per tutta la serata a capire come si chiama ma oramai e’ fatta. E’ dolce e’ bella ed inaspettata. Quando ha provato a comunicare in inglese o quando ha fatto la faccia buffa perche’ le ho detto “mozzarella con due e z e due l” io..cioe’..cioe’..

E poi abbiamo cominciato a giocare a passa parola. In pratica fanno cosi’: ci si siede in cerchio lungo i muri e si distribuiscono dei numeri a caso. Poi si formano le coppie di tre (1 2 3, 4 5 6, 7 8 9 ecc) quindi ci si deve scambiare di posto. Dopodiche’, una volta seduti, ci si presenta. Io per tutti stasera ero l’italiano Michele grafico pubblicitario venuto in Giappone per hobby, studio e altro. E ad ogni singola parola c’era un oooohhh di entusiamo ed io mi sentivo come un piccolo re.
Anche quando per tipo dieci minuti non ho compreso nulla di cio’ che stavano dicendo e ho risposto sempre sisi^_^ sisi^_^ sisi^_^

Il gioco poi era come il nostro. I partecipanti erano rivolti dalla parte opposta di una lavagna dove una suorina dolcissima (non Teresa) scriveva una massima o un passo della bibbia. La frase poi veniva ripetuta all’orecchio del primo che doveva passarlo al secondo e cosi’ via. Conosciamo il gioco.
Mamma, non ci crederai, ma sono riusciti a sbagliare TUTTI. Tra chi mancava delle parole o chi le pronunciava in modo diverso cosi’ da formare altre frasi. Uno spasso. E c’erano anche i paninetti all’uovo fatto con le manine di suora!

Poi, a gioco finito, vengo assalito da un’ora di curiosi che volevano sapere chi ero, da dove venivo, cosa facevo e cosi’ e cosa’. Risate a crepapelle. La suorina piu’ piccola che conosceva l’italiano comincia a parlare in spagnolo e io, nel rispondere ad una tipa in inglese, comincio a fondere le due lingue per poi concludere la frase con il verbo in giapponese. Poi ho chiesto scusa in italiano e tutti hanno riso \o/

Nel frattempo ero arrivato ad almeno 7 impulsi al cuore e mentre stavo per farmi coraggio, dove il coraggio era solo partecipare alla loro conversazione, un’ulteriore suorina mi invita a mangiare altri paninetti all’uovo e a bere the’ fatto in casa. Al decimo impulso tutti, miseriosamente e in un modo perfettamente sincronizzato, guardano l’ora e fanno la faccia tipo “e bhe..si..e’ ora..”. Allora io scatto furtivo verso la giacca, prendo la macchinetta fotografica e chiedo alla suorina Teresa se poteva scattare una foto a me, Teresina e alla donna dall’undicesimo impulso.

“Attenzione a tutti, il nostro caro ospite Michele dall’Italia vorrebbe fare una foto. Radunatevi.”

E mentre una folla di curiosissimi e sorridenti giapponesi mi stava per invadere, a sguardo basso tipo Fantozzi, rosso come non mai, mi avvio al centro e accennno ad uno squallidissimo “eh eh..sapete..i ricordi..gia’..si..scusate”.

Peccato per l’incapacita’ della suorina fotografa perche’ sarebbe uscita davvero una grande foto. Comunque sia ho promesso ad almeno venti di loro che sarei ritornato il 24 sera per festeggiare il natale. Almeno cosi’ tu non pensi che stia chiuso in casa a bere Baileys.

Quando infilo la giacca la tipa che stentava a parlare inglese mi chiede di inviarle la foto al piu’ presto e io come un figo caccio dalla tasca il mio moleskine e le faccio scrivere la mail.

Ho avuto una cosa come dieci regalini tra dolcetti letterine cartoline e roberie cosi’.
In metro poi eravamo io, Teresina, dodicesimo impulso, la tipina strana e probabilmente il suo compagno che era il sosia di O-daesu. Lasciando stare il mio imbarazzo totale quando arrivato alla mia fermata, con tutta calma ho detto, in giapponese, “tutti, grazie per la serata, buona notte” loro mi guardano seri e Teresina fa “anche noi scendiamo qui..” e io ero ancora inchinato..ecco, lasciando stare questo, credo che il tredicesimo impulso e’ arrivato quando tentando di salutare teresina, lei mi fa “vorrei imparare l’italiano..”

“Te lo insegnero’ io se tu mi insegnerai il giapponese”.

» Aggiunte nuove foto all’archivio


Responses

  1. ^_____________________________^

  2. hey miki!solo oggi ho potuto fermarmi un attimo e vedere il blog..è un capolavoro..!leggere tutto di un fiato i tuoi 5 giorni mi ha lasciato a bocca aperta..è davvero bellissimo che condividi con noi quello che vedi, e come lo vedi…
    siamo in tanti con te in questa avventura…
    ti seguirò…

  3. e poi le foto sono incredibili!!
    dimmi del cibo……

  4. E’ certamente cosa buona e giusta che tu vada dalle sorelle Paoline il 24 sera. La mamma sarà contenta e io pure che troverei una pessima idea se passassi vigilia da solo e soprattutto se ti colassi il Baileys che hai promesso di condividere a Natale!
    Però che persone carine!!! Mi hanno ricordato le suore di Maria Consolatrice dove andavo da piccola. Per anni ho creduto che le “scarpe coi chiodini” facessero parte della divisa delle suore invece Suor Glice le metteva per giocare a calcio coi maschi.

  5. Questo tuo post mi ha regalato più di un sorriso, grazie per condividere con noi tutti questi preziosi momenti. Quello scatto di te in mezzo a tutti quei sorrisi e le suorine giapponesi (conosciute su skype?! shinjirarenaigurai…^^), a così pochi giorni dal tuo arrivo…immagino rimarrà per te un ricordo indelebile e la prova di come la vita ci riservi un sacco di sorprese e di situazioni che non avremmo mai immaginato!

  6. EVVIVA IL MIO “RE”

  7. un seme gettato nella terra……..

    aspetta e lo vedrai germogliare…….

    pensa quando il terreno è ricchissimo di humus!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  8. come ripagheremo la gioia che ci stai

    regalando?

    Ti immagino fra le suorine e ….sorrido commossa

  9. bellissima avventura mainichi…vai vai…sei su un treno in corsa e tutti ti stiamo seguendo…grande

  10. ma i miei ciliegi sono solo a primavera? =(

    comunque mi ripeto:

    ^______________________________^

  11. che spasso sti racconti.

    continuo a giocare al super enalotto.


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