Pubblicato da: Michele Angeloro | giovedì, 13 dicembre 07

Una citta’ tutta in quadricromia

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Stamattina pensavo ai colori. Se c’e’ una cosa che posso dare per certo, e’ che Tokyo e’ la citta’ dei colori. Il mio buon fido Photoshop dice che nella maggior parte delle foto ci sono grosse quantita’ di ciano, magenta, giallo e nero. Questo vuol dire solo una cosa: Tokyo e’ proprio sull’arcobaleno.

Akihabara:
Da piccolo un giorno mi hai portato in un negozio di giocattoli e mi hai comprato il modellino del toro dei cavalieri dello zodiaco. Non ho memoria di quel luogo adesso e non ho presente nemmeno in che posto eravamo. Ma mi ricordo dei colori. E anche di quando mi hai sgridato perche’ nell’aprire la scatola in macchina ho rovesciato l’armatura per terra.
E’ stato sicuramente piu’ di quindici anni fa, proprio nel periodo boom dei cavalieri. Vetrine intere che brillavano d’oro e d’argento e insieme ad altri scintillanti colori illuminavano i negozi d’immenso.
Comunque sia mamma, se riesci ad immaginare non un negozio pieno di giocattoli arcobalenici, ma un quartiere intero dove ci sono piu’ commessi che abitanti, allora forse puoi farti un’idea di cosa sia Akihabara.
Akihabara, o akiba per gli amici, un tempo era l’unico quartiere dove era possibile comprare computer e oggettisca elettronica. Ora invece si contende il primato con Shibuya e Shinjuku, ma resta comunque leader in quanto a consumismo estremo di oggetteria INUTILE.
Hai per caso bisogno di un cavo per il tuo computer o per la tua console di gioco datata ’80? Akihabara ce l’ha. Hai per caso bisogno di un tappetino morbido per mouse adatto al lavoro da ufficio e contemporaneamente da gioco sfrenato? Akihabara ce l’ha. Hai per caso bisogno di un ricambio per la mano del tuo modellino smontabile preferito? Akihabara ce l’ha. E se avessi bisogno del tappino protettivo per la mia mini torcia a pile comprata anni e anni fa a cui tengo tanto e che non posso usare? Mamma, Akihabara ce l’ha. Capito cosa intendo?
L’inutilismo li’ regna quasi del tutto sovrano ma nessuno lo sa o nessuno lo ammette. E sai perche’? Perche’ funziona. Se trovi il tappino per la torcia vuol dire che c’e’ qualcuno che lo compra. E la’ vanno avanti cosi’. Anche perche’ il giapponese medio che frequenta Akihabara e’ spesso accompagnato dall’appellativo “otaku”.

Da Wikipedia (testo riadattato):
Nel moderno slang giapponese un otaku è pertanto un fan ossessionato da un particolare tema, argomento od hobby in maniera eccessiva e poco salutare. Probabilmente gli usi più comuni sono: anime (cartoni animati) otaku (che a volte guardano per giorni di seguito senza un momento di riposo) ed i manga otaku (fan di fumetti giapponesi). Nella cultura giapponese ci sono molte altre varietà, come pasokon otaku (maniaci dei personal computer), gemu otaku (giocatori di Videogiochi), e otaku che sono fan estremi di idol, giovani cantanti giapponesi pesantemente pubblicizzate. Ma la parola otaku può essere applicata letteralmente a qualunque cosa: ci possono essere otaku della musica, delle arti marziali, della cucina, dei treni, e via discorrendo.

Principalmente l’otaku e’ quindi un maniaco. Spesso e volentieri maniaco della perfezione. Oggi ho visto spendere decine di migliaia di Yen per dei modellini che all’apparenza sembrano comunissimi ma che, per chi se ne intende, sono la perfezione fatta resina. Una volta il buon vecchio Roberto, un collezionista serio di videogiochi, mi ha detto che e’ normale per un giapponese (o per un qualsiasi otaku) comprare due modellini/giochi/fumetti uguali, se la scatola o l’oggetto stesso ha una imperfezione. Questa rende l’oggetto un pezzo unico e, secondo loro almeno, spero, credo, un giorno varranno di piu’.
Ma che poi mica li vendono? Hai mai visto il video del cuore? Eccolo qui -> video del cuore
Oggi comunque ho avuto la dimostrazione che sono una persona armonica. O almeno ci vado incontro. Insomma, sai la dipendenza smisurata che ho verso Nightmare before christmas e Tim Burton no? Ecco, immagina un negozio, no scusa, un piano intero di un palazzo che vende solo roberie cosi’. Ed io ero li’ e pensavo. Pensavo che avrei potuto comprare di tutto o almeno una scioccheria piccola.
E invece ho inspirato. MMMMMHHHHH AAAAAHHHHH e sono andato via sorridendo.
Ho vinto la tentazione secondo te? Oppure ho pensato che se tutta quella roba e’ intorno a me e io ci vivo dentro, infondo non le posseggo gia’?
Comunque sia non voglio mentirti. Ho comprato un paio di gachapon che da noi si chiamano “le palline che escono dalle macchinette inserendo la monetina e girando la chiavetta”, una di Lupin e un’altra di Capitan Harlock, solo per fare il gesto di muovere la chiavetta a Tokyo e non vicino alla posta di via Cilea.

A proposito dei palazzi:
Lo sapevi che Tokyo, nonostante abbia una planimetria totalmente priva di senso, e’ geniale in quanto utilizzo degli spazi? Se un palazzo e’ composto da cinque piani, sappi che ce ne sono almeno sette da visitare ma in realta’ sono 14 vista la quantita’ di roba che c’e’ dentro. Inoltre spesso l’ascensore apre le porte direttamente all’ufficio o al ristorante senza utilizzare il corridoio. Geniale eh?
Peccato pero’ che questa pratica e’ usata per la maggior parte dei negozi ad Akihabara quindi per passare da un corridoio all’altro o sei magro o resti fuori. Io sono restato fuori per un po’, poi mi sono fatto coraggio e ho fatto cadere una pila di giocattoli.
Ma per fortuna erano morbidi.
Poi dopo mi sono intrattenuto con un bimbetto a giocare a Super Mario Bros con un nintendo 8bit che ha ancora un curiosissimo successo.

Sugooooi.

Note della giornata:

  • Ieri notte al ritorno dalla metro ho “disegnato” una mappa e stamattina non mi sono perso affatto. Questo conferma la mia natura da artista.
  • Il tizio del semi-conbini sotto casa stamattina mi ha riconosciuto e oltre all’inchino mi ha fatto un sorriso.
  • Sono stato ad Akihabara e non ho visto nemmeno UN cosplayer e UN manga kissa. Devo tornarci.
  • Ho fatto la foto al ponte dove la coppia di utenti in Densha Otoko regala i fazzolettini ai passanti e ne sono orgogliosissimo.
  • “I colori che illuminano le vetrine” d’immenso mi e’ uscita cosi’, giuro.

» Aggiunte nuove foto all’archivio


Responses

  1. ebbene….Akihabara…grande regno…sara una delle prime cose che andro a vedere…quando arrivo in patria…passero ore ore perdendomi in viettime con retrogames salagiochi e quant’altro…non vedo l’ora di arrivarci nella grande terra..

    Buona strada Mainichi

  2. tanto alla fine prima di tornare comprerai tutto il negozio =) non te ne scampi, è inutile =))

    comunque che bello, una così grande metropoli con così tanti colori, ma non ti viene il torcicollo a stare con la testa alzata e ripetutamente abbassarla? cioè, io avrei dei giramenti di testa per guardare tutto e non farmi sfuggire niente…

    come va a “scontornamenti” delle figure? il tuo cervello sarà già pieno? =))
    buona notte, o dovrei dire buon giorno?

  3. sei unico, e non lo dico ora, l’ho sempre pensato. il tuo meraviglioso viaggio è appena iniziato, grazie per le meravigliose emozioni che ci stai regalanto.
    a presto cucciolo

  4. mio dio, akihabara… l’enorme negozio yodobashi, nove piani di tecnologia, all’uscita della metro… avrei comprato tutto!

    di cosplayer ne ho visti la sera, sempre all’uscita del metro, che distribuivano pubblicità (con fazzolettini assortiti, come sempre).

    Visti i caricabatterie nei negozi? con qualche centinaio di yen metti a caricare il cellulare per 30mn e poi passi a riprenderlo!

    Ciao e a presto!

    Gennaro

  5. mi stai regalando delle emozioni uniche e sei più vicino che mai.
    I colori che vedi intorno a te sono sempre stati dentro di te.

    Continua così sei GRANDE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  6. maledetto uomo. cazzo vorrei stare lì con te. qua i colori non ci sono piu, o io ho smesso di vederli.

    p.s. potresti aprire un altro blog e chiamarlo il giappone spiegato a peppebbox? e rendere tutto ancora più semplice? grazie…

    sto giocando a tutte le estrazioni al super enalotto per raggiungerti, è l’unico modo :_:

  7. si capito? un blog ancora più easy in versione ridotta… per venirmi incontro… dai :D

  8. cavolo mirko, è da stamani che sono incollata a leggere e leggere senza riuscire a staccarmi.
    il tuo racconto è così vero e sentito che mi sembra di girare con te.
    penso che non riuscirò più a lavorare per i prossimi tre mesi.
    continua perchè sei merviagliosooooooooooooooooooooooooooo
    t.v.t.t.t.t.b.

  9. peppe vediamo se mettiamo i soldi insieme se riusciamo ad apparare qualcosa? =))

  10. dai! ci sto! però poi chi entra nel bagaglio? io o tu?
    :D


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