Mia cara Roberta Sparrow,
ti scrivo adesso perche’ sento che solo tu in questo momento puoi dirmi se sia vero oppure solo frutto di una fantasia.
Credo seriamente di aver capito cos’e’ la vita. Non il suo senso, ma la vita come fatto in se’. E credo seriamente di aver capito cosa significhi amare.
Quello che ti chiedo, quindi, va bene cosi’?
Immagina di essere te in un treno.
Ricordo che quando mi sono voltato verso la stazione le ho preso istintivamente la mano e l’ho stretta forte. All’inizio pensavo che l’avessi fatto per dire “andiamo ora”, ma poi in Kappabashi ci ho riflettuto sopra, e ho capito che volevo dirle “ti prego proteggimi, sto per cedere”. Alla fine ho ceduto. Ma non perche’ non ce l’abbia fatta, sia chiaro. Dovevo farlo e quindi ho pianto. Perche’ mi viene facile. Ho singhiozzato silenziosamente per un po’ e poi nel treno mi sono disteso sulla sua spalla, accarezzato, come se ne avessi assolutamente il bisogno.
E pensavo che Li e Ijehi stavano andando in un Love Hotel quando mi sono girato e li ho visti allontanarsi. E Chanho diceva “vai avanti vai avanti” e io pensavo “ma vaffanculo chissa’ se li rivedo nemmeno mi hanno salutato”.
E poi quel suono. Ehi man, where are you going. Ijehi che piangeva e Li che usava il suo solito sorriso cinese come per dire che sarebbe andato tutto bene. E ci aveva preso.
Andava tutto bene e mi sentivo vivo. Come quando fai l’amore per la prima volta, o come quando vieni al mondo e noi eravamo li’. Facevamo l’amore con gli occhi, e lo facevamo ripetutamente.
Immagina di essere te in un treno con tante persone, che chissa’ chi sono e chissa’ dove vanno.
Quando stasera ho incontrato Chanho mi sembrava tutto un po’ strano. Ero appena uscito dalla stazione e un attimo dopo ero sotto lo Starbucks. Cento metro circa fatti con troppe complicate riflessioni tanto da dimenticare qualsiasi immagine. E mentre camminavamo insieme ancora continuavo a tratti a dimenticare le immagini. In un momento eravamo davanti Condom Mania. L’attimo dopo al 109. E quello ancora dopo da Freshness Burger. Non ho mai mangiato un panino piu’ schifoso di quello ma tuttavia ho trovato il coraggio di cacciare la lista.
Chanho, gli ho detto. Ascoltami. In questa busta ci sono delle cose che intendo donarvi. So che in questi tre mesi sono riuscito a dimostrarvi molto meno di quanto meritiate. Ma sappi che in queste cose c’e’ quanto piu’ bene io abbia potuto ficcarci dentro.
E mentre mangiavo lo schifoso panino Chanho leggeva la lista. Un cappellino a Li. Un ombrello a Yan. Un pupazzetto a Kris e poi altre cose cosi’.
Ora ascoltami bene Chanhoya. Questa e’ la cosa piu’ importante di tutte.
A train?
Si. E’ un trenino che mi ha regalato mia sorella per augurarmi buon viaggio. Ecco, io ora lo devo dare a te. Ma non prenderlo come un regalo.
Questa e’ una promessa. Io ho bisogno di questo trenino e l’unico modo per farlo e’ tornare qui a riprenderlo. Non so se sara’ fra sei mesi o fra un anno. Ma promettimi. Promettimi che lo custodirai e che quando ci rivedremo, la prima cosa che farai sara’ ridarmelo.
Ok.
Semplice. In perfetto stile Chanho.
Poi siamo andati al Segafredo. Un freddo che poteva essere interrotto solo dall’Inferno o da una sorpresa ma di quelle inaspettate davvero. E ovviamente era la sorpresa. Li e Ijehi, davanti ai miei occhi. E non mi pareva vero.
Pochi giorni prima piangevo perche’ sentivo fosse l’ultima volta con loro. E stasera erano li’ che ridevano e ripetevano come sei gentile alla vista dei regali. Io non credo di essere gentile. Cioe’, se la gentilezza e’ una costa che si acquista, ecco, forse devo ancora trovare il negozio dove la vendono.
Io quando ho pensato che sarebbe potuto essere carino lasciare qualche ricordo ai miei amici, ero gia’ con la penna in mano a fare la lista. E senza che me ne accorgessi avevo gia’ da tempo ammucchiato sotto la televisione le cose da regalare.
Ecco, io credo di essere cosi’. Non lo dico per vanto. Ma se confeziono il pacchetto ancora prima di pensare di voler fare un regalo, allora forse sono nato cosi’. Supeciaru.
Tu sei li’ e sei fermo, immobile. E ad un tratto tutte quelle persone cominciano a sparire. Ad una ad una.
Poi lo senti. L’avvicinarsi di una galleria. Ricordi che le gallerie sono odiose perche’ fanno un rumore del diavolo e sono lunghe e insopportabili. Allora pensi che vorresti sparire anche tu.
Ma non accade mai. E la galleria e’ sempre piu’ vicina.
Poi mi sono accorto che Li aveva cambiato lo sguardo. Anche se indossava in modo buffo il cappello che gli avevo regalato e che lo faceva somigliare ad un fungo. Cosi’ mi sono seduto al suo fianco e abbiamo iniziato una lunga conversazione.
E’ incredibile quanto posso non stancarmi mai di ascoltarlo. E non credo che sia solo per il dolce suono della sua voce o perche’ quello che dice, quando lo dice, lo penso anche io. Forse e’ perche’ ama Lost in Translation quanto me o forse di piu’, non lo so, o forse e’ perche’ mi piace immaginare che quando dice “scusa un attimo” e poi si gira, non e’ per asciugarsi il naso, ma per levare via le lacrime. So riconoscere il mocciolo dalle lacrime su una mano. E poi quando gli ho citato le sue stesse parole, la vita e’ facile con i giusti amici e una conversazione povera e lui non le ricordava, volevo solo abbraccialo, perche’ sono napoletano e pezzo di cuore. Ma lui restava sempre cinese, cosi’ quando ci siamo salutati, dopo aver risposto alla sua domanda “cosa credi di trovare qui in Giappone”, ci siamo solo stretti la mano e scambiato il pollice come Terminator.
Qualcosa che ho gia’ trovato, gli ho detto.
Ma so che comunque vada restera’ sempre qui, in Giappone.
Allora ti chiedo, visto che da tre mesi a questa parte ho seguito un tracciato pressocche’ identico a quello predetto dalla zingara a Milano, il mio percorso ora e’ davvero questo? Insomma, e’ davvero cosi’?
Io non sono fatto per le cose lunghe o per le cose complicate e questa e’ la strada piu’ difficile e deserta che io abbia mai percorso. E non vedo altre vie. Non vedo nemmeno le motivazioni per cui dovrebbero esserci.
Insomma, ora che ti scrivo me ne rendo conto. La risposta l’avevo veramente gia’ trovata e forse avevo bisogno solo di una voce esterna che confermasse.
Ti devo salutare, ho un aereo da prendere e una donna da raggiungere.
Insomma, ciao :)
Ecco, e’ cosi’ che mi sentivo. Come prima di una lunga e buia galleria. Ero li’ e non sapevo cosa fare. Volevo solo saltare fuori dal treno. Tutto avrei accettato ma non quella galleria. Tutto.
E mentre stringevo forte le mani alle orecchie e chiudevo gli occhi al limite del dolore, non mi accorgevo che la galleria era gia’ passata da un pezzo. E sopra di me solo un enorme arcobaleno. Un calore. Una freschezza. Come quando fai l’amore per la prima volta o come quando vieni al mondo.
E profumo di donna.

no comment yet…
& adesso torna, mi manchi tanto…
Da: F. su mercoledì, 5 marzo 08
alle 9:09 pm
Non ho parole……………
Ora non penso che a riabbracciarti!
Da: a.san su mercoledì, 5 marzo 08
alle 9:14 pm
ci vediamo presto
Da: marcy su giovedì, 6 marzo 08
alle 10:18 am
il tuo viaggo dal lontano “ego” sta per terminare, … il ritorno è solo un ritrovarsi.
“Ben trovato Michele”
Da: ester t su giovedì, 6 marzo 08
alle 2:39 pm
Dear friend, your wooded train is besides of me. Last 3 months I also have been gotten wonderful experience in this city. Of course, it was the best that I got best friends – you and Li. For me, Italy was just the good country of fashion, history and wine before I knew you. Now Italy has the meaning as a important being for me. So, thank you for you and your everything to share with me at the time.
As you know, Li is already hired by Deloitte and he will work for it in London since this August. As you know I will study Japanese in the same school until March, 2009. During the term, I will apply for master of degree of a university in autumn. So if I pass the exam to enter the course, I can study my major in a university since April, 2009. It might take 4~5 years including job experience in this place. Then if I get a chance to apply for doctor of degree, I will go to US. It’s my whole plan for next 10 years.
I hope we will be able to meet again as soon as possible in Tokyo, but Tokyo is just a bus stop for our lives. Tokyo is not important for us. We can get new experience anywhere and anytime, so don’t be too much concentrated on just Tokyo’s life and something. You can get a job, good people and experience even in New York, London and Paris and so on. I think if you have the special fate related with Tokyo, you will come back this place again. The special fate to connect with something or someone is called as a ‘緣’ by Buddihism words. So don’t get a budden and don’t be obsessed by the thought that you have to come back as soon as possible. Please enjoy your life – day by day in Italy with your family and your friends.
Whether you come back to this gigantic city or not, you are my friend.
It’s enough for me.
Da: mychanho su giovedì, 6 marzo 08
alle 4:52 pm
!
Da: tozzi fan su giovedì, 6 marzo 08
alle 5:00 pm
hghghghgh
Da: gregorio su mercoledì, 12 marzo 08
alle 9:34 pm