Pubblicato da: Michele Angeloro | mercoledì, 2 gennaio 08

Cose di un altro mondo

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Ci sono cose, come ti dicevo, che non sono da spiegare. Altre invece per ora appaiono solo inspiegabili, perche’ talmente lontane da come io le ho sempre immaginate che e’ come se appartenessero ad un altro mondo. A tratti, sembra ancora di essere in una di quelle allucinazioni che solo Lynch sa inventare. Poi quando ritrovo i sensi e mi vedo camminare ancora per Asakusa dori, quando giro a sinistra all’incrocio di Niimi e mi ritrovo tra i mille negozi di tazzine di Kappabashi.

Io oh, non so fare altro che sorridere. Mi viene naturale. E poi avverto nell’aria qualcosa di ancora piu’ profondo. Qualcosa che mi piace e che desidero posseredere per davvero.

Io mi ricordo
Mi ricordo che quando mi regalavi i Cavalieri ero il bimbetto ciccione piu’ felice di piazza Annunziata. Talmente felice che chiamavo Pierluigi e Gino e gli dicevo urlando “ohhhhhh ho avuto sagittariooooo“. Con Marco Cianciosi via Tor de Schiavi invece ero piu’ timido. “Ciao, ho avuto sagittario..“.
Ma quanto potevo essere fesso a dieci anni?
Comunque per la cronaca sagittario e’ uno dei cavalieri piu’ rari e nello scatolone pochi mesi fa ho trovato solo un pezzo dell’armatura. Questo per dirti che, quando tornero’, se trovo un solo modellino spostato in camera, dovrai indossare tu l’armatura per difenderti.
Ma ritorniamo a noi.
Mi ricordo, dicevo, di quanto potevo emozionarmi alla vista dei giocattoli nelle vetrine. Alla vista di quelle enormi pile di Lego a Cittàmercato (ah, che tempi), o quando restavo per ore sintonizzato su Odeon e Junior TV aspettando i cartoni. Mi ricordo che quando terminava un episodio pregavo, sperando che ne partisse un altro. Mi ricordo che mi piaceva mettermi a testa in giu’ su quel divano orribile e poi fare la capriola e sempre mentre facevo la capriola non dovevo mai staccare l’occhio dalla tv. Ricordo che solo pochi anni fa ho capito che fine fanno Ken il guerriero e l’Uomo tigre, anche se restavo ore e ore a guardare nuovi episodi, arrivando anche alla fine della serie senza nemmeno comprenderla.
Credo fossero i colori, le voci, o la curiosita’ che solo un bambino puo’ avere quando si chiede come fanno le cose e le persone ad entrare nella tv. Mi ricordo, pff, che una volta chiesi a papa’ “ma voi anni fa eravate in bianco e nero?” dopo aver visto per la prima volta un film retro’. E mi guardo’ malissimo : )
Comunque, dicevo, credo che hai capito che sono particolarmente legato all’animazione. Non tanto alla storia dell’eroe che salva il mondo, ma proprio all’animazione in se’. Mi piace il concetto del movimento, l’idea che bastano pochi fotogrammi per creare una scena di 2 secondi quando in realta’ ne servirebbero 50. Mi piace immaginare il disegnatore che sovrappone acetati su acetati per creare le angolazioni e le proporzioni adatte. E mi piace immensamente il concetto stesso del cartone animato che adesso si e’ perso quasi del tutto.

Quindi tu, ora, sapendo di trovarmi nella patria dei cartoni e dei fumetti, riesci a credere che avrei preferito restare a guardare la televisione a testa in giu’?
Qui ce ne sono troppi. E la parola troppi e’ riduttiva. Ce ne sono per tutti i gusti, tutte le eta’, tutti i messaggi e molto di piu’ e molto piu’ assai. Ci sono le copie dei cartoni che tu dici “Ah quello lo conosco!” e invece e’ solo una fuffa. Ci sono MILIONI di eroine in tutina da marinaretta e MILIONI di eroi con la moto figa e il robot gigante.

Diobo sono inutili! Sono uguali! Di cosa se ne fanno? Uno non puo’ dirlo perche’ si e’ capito che dire “io so cosa pensano i giapponesi” e’ fuffa ancora di piu’ dei cartoni fuffa. Ma cavolo io li vedo tutti i giorni avvinghiati l’uno sull’altro concentrati solo sull’oggetto desiderato. Li vedo perdere braccia e gambe a furia di botte per aggiudicarsi il premio eppure li ritrovo sempre li’, fuori il negozio, con il premio tenuto fra i denti che sorridono e piangono di gioia. E il giorno dopo. E il giorno dopo ancora. E quello dopo ancora.
Ho visto persone spendere migliaia di yen alle macchinette con il braccio meccanico e continuarne a spendere soldi per dei pupazzetti minuscoli e inutili fino a che il commesso dice “vabhe dai, te lo regalo”. Ho visto persone passare giornate intere (intere!) nelle sale da pachinko sperando di inserire le palle nei buchini. Le palle nei buchi ma’! Che i giapponesi non abbiano capito mica come va la vita?

Eppure, dovresti vederli, quando si ricuciono gli arti e ancora sanguinanti tornano a casa comatosi ma soddisfatti. Quando escono dalle salette abbracciati alle proprie compagne tutti ridacchianti e sereni. Quando si accorgono di aver comprato un pacchetto di figurine con tutti doppioni e immaginarli pensare “dai, domani andra’ meglio!”.

Io non lo so. C’e’ qualcosa che mi dice di allontanarmi da questo mondo ma allo stesso tempo qualcos’altro mi dice di restare. Chi dei due e’ il piu’ forte non lo so ancora. Devo pensare. Devo capire. Ma comunque le roberie di Nightmare before Christmas sono relativamente economiche quindi se resto non ci perdo assai ah ah ~ ~

Dove devo dirgli di andare? – Digli al Tokyo Biggsaito – Scusa dove?!
C’e’ una cosa qui che mi fa ridere sempre. Il modo in cui pronunciano le parole straniere. Non e’ inglese. E non e’ giapponese ovviamente. E’ una lingua ibrida e se giri per Tokyo ti accorgi che c’e’ una pronuncia diversa per ogni quartiere. E’ fico. Si. Soprattutto quando devi chiedere informazioni. Cosi’ che quando attaccano a parlare tu devi essere aperto a qualsiasi cosa loro ti dicano. Il 31 infatti siamo andati ad Odaiba, un posto in cui devo assolutamente ritornare e ora ti spiego il perche’. In pratica si tratta di un isolotto artificiale che un tempo serviva per assicurare protezione in caso di attacchi marittimi. Ora invece e’ diventato uno dei piu’ grandi luoghi di intrattenimento, che infatti ci trovi la famosissima Venezia fatta centro commerciale, la riproduzione della statua della liberta’, la seconda ruota panoramica piu’ grande del mondo, numerosi residence, una spiaggia e il famoso Rainbow Bridge. Nonche’, questo Tokyo Big Sight, un enorme complesso fieristico dove due volte all’anno si svolge un evento da maniaci chiamato Comic Market, ma qui non sia mai a chiamarlo cosi’. Qui lo chiamano semplicemente Comiketto.

C’e’ una cosa curiosa legata a questo Comiketto. All’inizio pensavo si trattasse di una fiera di livello mondiale dove trovare “l’impossibile”. L’impossibile e’ un termine usato spesso dai frequentatori di questo ambiente ad indicare quei luoghi dove c’e’ veramente il mondo intero delle roberie da collezione e se non e’ li’, non lo trovi da nessuna altra parte.
Comunque sia, dicevo, se pensavo di ritrovarmi in una vera zuppa di otaku, mi sono dovuto ricredere quando il buon Roberto mi ha spiegato che l’evento si suddivide in aree, tempi e soprattutto giorni. Cioe’, se per esempio vuoi cercare del materiale di un determinato cartone o fumetto o videogioco o altro, devi recarti in un preciso luogo e in una precisa ora di un preciso giorno. Questo perche’ l’evento in se’ ha contato anche 500.000 visitatori in una sola edizione e quindi puoi immaginare come sia letteralmente impossibile vagare a zonzo e sperare di trovare qualcosa.
Ma comunque, dicevo, la cosa curiosa e’ che io, che speravo di trovare qualche ricordino di Nightmare blablabla e Roberto e Steve che speravano di trovare videogiochi dall’alba al tramonto, ci siamo invece ritrovati sommersi dalle piu’ grandi perversioni giapponesi. In pratica abbiamo visitato la fiera nel giorno in cui piccole case editrici e fan disegnano, stampano e vendono materiale amatoriale e inedito dei loro personaggi preferiti. Quindi, alle parole di Steve “Siamo capitati nel giorno del porno”, io ho detto solo “ah..” e poi solo fumetti di uomini e donne in amore. uomini e donne e uomini in amore. uomini e uomini. donne e donne. donne che sotto sotto non erano tanto donne. donne formose. donne troppo formose. donne gravide. donne vestite di latex e tanto altro ancora. Cosi’ che dopo mezz’oretta ce ne siamo andati via di corsa sul terrazzo, che almeno c’erano i cosplayers.

E videogiochi!
I cosplayers sono dei personaggi curiosissimi che concretizzano i loro sogni nell’indossare costumi. C’e’ chi lo fa per professione e chi lo fa solo per passatempo. Ma tutto sommato lo fanno degnamente e quindi non rendono la cosa una sciocchezza. Che io e Roberto, quando siamo arrivati al terrazzo e abbiamo visto un trolley rivestito a Totoro e di fianco un omino con capelli bianchi e baffetti, abbiam detto “no dai quello e’ Miyazaki”. E siamo corsi a fare la foto.
Li’ c’e’ un’altra cosa curiosa. Curiosissima. I cosplayers cascasse il mondo restano li’, fermi, a farsi scattare le foto. Che hanno una mezza gonna stile cintura o una tutina? Non se ne parla. Loro restano li’ e si fanno scattare anche venti foto a maniaco, che in perfetto stile giapponese resta in fila e aspetta il suo turno. Tante’ che nelle mie foto tutte guardano dalla parte opposta. Ce n’era una poi davvero caruccia che aveva stimolato l’interesse in molte persone. E tu potevi vedere la felicita’ nell’essere idolatrata da tutti e al tempo stesso una dannatissima voglia di una cioccolata calda. Ma restava li’, fiera, col culo da fuori. Che donna!
C’erano anche quelli che a me fanno morire dal ridere. Li chiamano crossplayers e in pratica sono uomini vestiti da donne e raramente viceversa. Alcuni, giuro, li avrei portati a casa con me. E poi quando abbiamo capito che era inutile restare ancora, mentre ci accingevamo a raggiungere l’uscita, un tipina curiosa ci ferma e fa:

tipina: Siete italiani?
io: Si..
tipina: Sono italiani blablabla (rivolgendosi a due tipi meno curiosi al suo fianco)
tipina:Posso chiedervi come siete venuti a conoscenza del Comic market?
io: Prego?
tipina: Come avete conosciuto il Comic Market?
coro: Ah..bhe..amici..internet..
tipina: Quindi siete appassionati di anime e manga giusto?
Roberto e Steve: E VIDEOGIOCHI!
tipina: ah..si.. (e continua a tradurre ai due tipi)
io: mh..ma..mi scusi..cos’e’ questo?
tipina: oh..sto traducendo in giapponese la nostra conversazione
io: (eh grazie..) no dico..perche’ queste domande?

e TAC, ci mostra il logo del Comiketto ben stampato sul cappotto e ci menziona un sondaggio ufficiale della feria o una roba cosi’. Roberto ancora crede che verra’ citato sui siti ufficiali. Siamo contenti.

Oh ragà, siamo nel 2008..
Quando uno pensa al capodanno a Tokyo, sicuramente immagina qualcosa di ultra colorato, tecnologico e futuristico. Invece no. Tokyo non e’ solo roberia tecnologica e cartoni animati. Cioe’..non tutta. Ci sono anche le volpi!
Che io quando mi sono accorto che erano le 00.07 ho pensato “oh cavolo..” e sono stato subito seguito dalle parole di Lorenzo “oh ragà..siamo nel duemilaotto..” con quell’accento troppo tenero che mi ricorda sempre Daniele.

Ero alla fermata di Oji alle 10 in punto e pensavo. Pensavo ad una cosa da fare che se non avessi espresso un desiderio a mezzanotte sarei stato fortunato per un anno intero lo stesso. E cosi’ ho aspettato tutto felice l’arrivo Lorenzo e Simone, al freddo, al freddissimo, al fredderrimo, da solo. Lorenzo e’ abile ad arrivare tardi ma stavolta la scusa di aver sbagliato treno mi ha convinto di piu’ qui ho serrato le mani in tasca e dopo averlo salutato ho deciso di seguirlo.
“Allora, secondo la mia mappa, la parata dovrebbe essere in quella direzione!” E poi ovviamente era da tutt’altra parte. E’ troppo tenero quando non azzecca una sola destinazione ma in fondo e’ grazie a lui che siamo andati ad Ebisu e alla parata delle volpi in assoluto silenzio quindi siamo contentissimi lo stesso.
Una cosa di cui era sicuro pero’, era che per partecipare alla parata bisognava indossare la maschera da volpe. Quindi appena abbiamo beccato una tipetta (dolcerrima) vestita in kimono e corredata di maschera, subito le abbiamo chiesto dove poter acquistarne. E lei fa, sempre in lingua ibrida “oh..mh..foomì?” che sapendo come loro alternano la L alla R uno pensa che sta dicendo “for me?” e noi infatti ci siamo chiesti come poteva pensare che volevamo comprarle una maschera quando lei ne aveva gia’ una. Poi astutamente, non so chi, intuisce che quel foomì era un “follow me”. E l’abbiamo seguita. Cioe’, IO l’ho seguita. Che quando ho detto a Lorenzo e Simone che sarei andato da solo con lei a cercare le maschere, mica sapevo che saremmo arrivati tipo sotto casa mia? A Napoli intendo.
In pratica mi ha portato nei vicoli di Oji che si vedono solo nei film giapponesi retro’. Quelli fatti di casette a due piani circondate da un giardinino e da una staccionata scura. Arrivati a destinazioni comunque mi accorgo che c’era stata una grande confusione. Mi aveva portato in un posto dove ti tipingono il volto di volpe. Sembra uno scioglilingua ma in realta’ per me e’ stato un trauma. Ma mi sono fatto coraggio e le ho detto che cercavo solo la maschera e lei tak tak tak con i suoi geta (i sandali in legno) tutta saltellando mi dice “scusa scusa ho capito male” e mi porta a dieci metri da dove avevo lasciato gli altri due. Va bene mi dico.

Credo che il momento migliore di questo 31 dicembre 2007 sia durato troppo poco. Non sono neanche sicuro che sia accaduto proprio quando credevo che stesse accadendo. Ma resta comunque il fatto che prima di salire sull’altare, tra Lorenzo che farfugliava strane pareri sui pagani e una corda molto spessa che va tirata, ho avvertito qualcosa dentro di me e poi fuori. Ho pensato ingenuamente a qualche film ma subito dopo essere sceso dall’altare mi sono voltato, come quando distrattamente superi qualcuno che conosci e poi ti volti curioso. Ti chiedi chi sia ed e’ proprio quello che ho fatto.
Chi c’era dietro di me? E il tempo di girarmi di nuovo che tutto era ritornato alla normalita’.

Quando abbiamo lasciato quell’area per raggiungere lo stradone principale, mi sono chiesto cos’era, senza pensare a nulla di concreto. E poi quando la parata e’ cominciata, io mi sono sentito come quando hai la febbre alta e sei convintissimo di saper arrivare in bagno senza cadere. Avevo tra le mani una telecamera non usata fino in fondo e quella sensazione, quella domanda. Cos’era? Cos’era che non riuscivo a capire?
E poi Lorenzo inconsapevolmente mi da la risposta.

Oh ragà, siamo nel duemilaotto..

Era mezzanotte e sette ed ero riuscito a capirlo. Per la prima volta da quando ne ho ricordo, avevo passato il capodanno in silenzio. Senza fiatare. Nessun grido, nessuno esulto. Solo maschere di volpi e un motivetto quasi impercettibile.
A mezzanotte e dieci avevo ancora le mani sulla bocca, come quando prendi uno spavento. E mi sono allontanato all’indietro dagli altri come uno che pensa “non ci posso credere”.

In silenzio!
Questo duemilaotto iniziava in silenzio!

Cose dell’altro mondo ho pensato. Poi sono corso ad una cabina telefonica senza riuscire nel mio intento. Poi siamo andati a Shibuya e abbiamo raggiungo Roberto e Steve. Poi abbiamo fatto duemila foto con degli sconosciuti sotto Hachiko. Poi siamo andati alla ricerca di una discoteca tunz. Poi l’abbiamo trovata e dentro c’erano le giapponesi in fila sedute che mandavano mail tramite cellulare. Ho scambiato almeno dieci volte buon anno con un giapponese che non diceva “happy new year” ma letteralmente eppinuìa. Ho bevuto cappuccino caldo mentre osservavo la mia prima alba giapponese. Ho cantato e ballato da solo. E quando mi sono svegliato di colpo qualche ora piu’ tardi ho pensato si.

Voglio vivere cosi’.

» Aggiunte nuove foto all’archivio

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Responses

  1. Ho letto diversi blog di italiani in Giappone, ma nessuno mi ha emozionato quanto il tuo. Mi è sembrato di essere lì.. un capodanno in silenzio.. un vero tesoro, come tutti gli eventi più importanti, quieti seppur vibranti di emozione e di energia.
    Grazie, stavolta mi sono davvero commossa.
    Felice 2008!

  2. ……….magico2008!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. buon anno Michele :)

  4. The best post ever ;)

  5. caro cugino,
    ero in camera mia quando, saltando da un canale ad un altro, sono approdato ad all music… Stava facendo un programma sul giappone, in particolare stavano raccontando la storia di Hachiko e nonostante i due ragazzi in TV erano degli imbecilli, sono rimasto incollato al programma per cercare di beccarti:D!!!! Purtroppo sono stati poco tempo nella piazza di Hachiko anche se mentre guardavo il programma sorridevo come un ebete! non so il perchè;)!!!
    VIVI IL TUO MONDO SENZA RIMPIANTI CUGIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!

  6. ti vogliamo anche un po’ bene, sai?
    auguri!!

  7. eppinuìa ahahahahhahahahahahaah da non crederci!


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